261001: Manifestation, Not A Manifesto
Responding to Reincantamento...
"Weber’s disenchantment thesis, then, was never completed—technology itself became the site of re-enchantment." Esatto... & mi viene in mente Arthur C Clarke: "Any sufficiently advanced technology is indistinguishable from magic."
Prendere il metodo di Campagna, ma rifiutarne la destinazione gnostica a favore del world-remaking... Ne parla anche Lewis Mumford, filosofo americano della tecnica, in The Story of Utopias: il potere trasformativo—"per-formativo", per Butler/J.L. Austin—della fantasia. (Utopias of escape, utopias of reconstruction.) L'ameliorative analysis di Sally Haslanger è un'altra cosa, ma ha un sapore simile agli improper names.
La citazione di Derrida/hauntology è bellissima. Che cosa ci ossessiona? Quasi-esseri… Le voci dei morti, nei nostri libri e nella nostra musica, che ancora ci cantano… (Le voci degli Inferi.) Programmi che giocano a scacchi. Tocchi a distanza. Si dice che l'Uomo, essendo una scimmia sociale, abbia creato gli Dei antropomorfizzando i sistemi complessi (come meteorologia). Oggi facciamo lo stesso con i mercati, le istituzioni, le egregore energetiche, "minor gods of matrix multiplication"—perfino con groupmind come REINCANTAMENTO.